identità

Altai è il falcone da caccia originario della Cina, che come la porcellana giunge in Europa tramite le vie della Seta. Altai i è Falcone Innovazione, ma è anche montagna d’oro in russo; Tai significa sommo in cinese, elegante in giapponese, mentre Altair è la stella più brillante della costellazione dell’aquila, simbolo di forza nella tradizione islamica e di equilibrio per l’antica Persia . L’impresa ha sede proprio nella città che corrisponde a questa costellazione, L’Aquila, fondata come Gerusalemme europea da Federico II, il principe falconiere dalla cui stirpe viene la famiglia dei fondatori Falcone: la tecnica di caccia ha definito per antonomasia il nome impronunciabile di coloni inviati sull’Appennino dalla Sicilia sveva. Il naming evoca associazioni con l’eleganza culinaria asiatica, raccontando il valore del Made in Italy, in quanto anagramma di Italia.  Altaii vive delle sue due ii, che sono il doppio spessore per la creazione del vuoto assoluto, il primo brevetto da cui nasce l’impresa, per recuperare la tradizione delle ceramiche e delle porcellane dei monti d’Abruzzo. 

alTai i significa Montagna d’oro (altai – altay)  in russo e turco.

Le montagne d’oro sono il luogo dove nasce il falcone altai, il falco reale da caccia del Regno delle Due Sicilie, tradizione che ha seguito le medesime vie della seta da dove la porcellana, l’oro bianco dei cinesi, arrivò da quelle montagne al confine tra Cina e Russia sino in Europa.

alTai i è altair: dall’arabo al-nasr al-ṭāʾir, che significa aquila; la città dove nasce Altaii, L’Aquila, chiamata così per l’acqua che vi si trovava e che ancora è alla base di una biosfera unica, ma anche per il simbolo imperiale del fondatore Federico II di Svevia, che si dice l’avesse disegnata in modo che le chiese corrispondessero esattamente alla costellazione dell’aquila e la pianta fosse speculare a quella di Gerusalemme. A prescindere dai racconti sui Templari e dalle interpretazioni esoteriche, Altair è anche il simbolo della forza per gli arabi, così come il falcone è emblema della nobiltà d’animo.

alTai  ha alla sua radice la sillaba Tai:

Tài significa, in tailandese, salutare, pieno di vita

太 in cinese, equivale a tanto, molto, elevato

大 in giapponese significa stile, ed è la radice usata per esprimere l’azione nei verbi

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Le forme

Le forme rappresentano l’armonia della natura, e sono la base stessa dell’usabilità degli oggetti.

Citando il fondatore del Bauhaus Walter Gropius: “Se dovessimo rifiutare del tutto il mondo che ci circonda, allora la sola soluzione resterebbe l’isola romantica. […] un mal compreso ritorno alla natura di Rosseau. Ma se invece vogliamo rimanere in questo mondo, allora le forme delle nostre creazioni assumeranno ancor di più il suo ritmo.”

Altaii parte dalla creazione di doppi spessori che contengono il vuoto assoluto, la sua doppia ii, e usa linee curve, che consentono di mantenere il vuoto offrendo una minore superficie alla pressione atmosferica: la forma segue, appunto, il ritmo naturale necessario per la funzione di preservare le temperature.

I colori

La materia assorbe le lunghezze d’onda dello spettro visibile, riflettendo una o più frequenze che, mescolate, creano la percezione del colore. Le tre frequenze che creano il bianco, il non colore per eccellenza e la tonalità tipica della porcellana, sono proprio il blu, il verde e il rosso: bianco, blu, verde e rosso, insieme al turchese che rappresenta l’acqua necessaria alla vita e alla creazione delle ceramiche, sono la materia stessa delle forme di altaii italia.

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bianco

Il bianco è il colore della porcellana: la roccia clastica del caolino diviene di tonalità bianco puro attraverso il processo di cottura in atmosfera riducente a oltre 1350 gradi, cioè in assenza di ossigeno.

Il bianco è, nella fisica dei colori di Newton, la combinazione dei tre colori primari dello spettro luminoso: il blu, il verde e il rosso.

I tre pigmenti sono, per combinazione, quelli che resistono alla fusione sino a temperature di 1500 gradi centigradi, mentre gli altri bruciano prima. Per questo la porcellana è bianca, blu, verde e rossa nell’antichità, mentre altre tinte sono decorazioni applicate su pezzi finiti, che seguono un secondo processo di cottura a temperature inferiori; per lo stesso motivo e per la simbologia culturale di ognuno di essi, i quattro colori sono il pantone distintivo di altaii italia.

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blu

Il blu è rappresenta equilibrio, è il colore di Gesù Cristo e dell’abito di Maria Maddalena. Immortalità per i cinesi, Krishna per gli induisti, le divinità asiatiche hanno spesso la pelle blu. Universalmente immagine di salvezza, l’azzurro cupo è simbolo divino anche nelle culture antiche.

Il cobalto blu resiste alle temperature di fusione della porcellana; a partire dal XIII secolo miniere dell’antica Persia hanno iniziato a rifornire la Cina di questo pigmento, di valore doppio di quello dell’oro: i lapislazzuli, una pietra preziosa, che crea il tono dell’oltremare.

Il color cobalto sul bianco brillante è segno distintivo della dinastia Tang, ma oggi il blu è sviluppo sostenibile, un superamento che porta dalla green alla blue economy, quella senza emissioni inquinanti: l’azzurro cupo rappresenta la tonalità di altaii italia.

E’ uno dei tre colori, insieme a verde e rosso, che nella porcellana feldspatica dura resistono alle temperature di fusione, vicine ai 1500 gradi.

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verde

La vegetazione è verde, in quanto la clorofilla assorbe tutte le lunghezze d’onda, tranne quella verde: è pertanto, il colore riconosciuto della sostenibilità e della natura

Rappresenta la speranza per il mondo islamico, primavera e vita per la cultura europea e nordamericana, gioia per il Giappone; in Cina simboleggia la prosperità e, sebbene un copricapo verde sia segno d’infedeltà, il colore delle antiche porcellane ha la tonalità di questa barra: l’ossido di ferro con cottura in atmosfera riducente, cioè a basso contenuto di ossigeno, determina la tonalità.

E’ uno dei tre colori, insieme a blu e rosso, che nella porcellana feldspatica dura resistono alle temperature superiori ai vicine ai 1500 gradi.

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rosso

Colore che esprime passione, forza, gioia e buona fortuna e persino purezza in tutto il mondo; unica eccezione è nelle zone culture sudafricane, dove simboleggia il lutto, perché associato al sangue. Per lo stesso motivo è anche in tali zone emblema di regalità, tanto che storicamente i capi vestono tale colore, vietato al popolo nella quotidianità.

L’ossido di ferro idratato, con una forte proporzione di ocra, fonde a oltre 1500 gradi Celsius: è anch’esso un colore base per la porcellana, essendo spesso un componente del caolino.

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turchese

Deriva il suo nome dalla Turchia, dove è frequente la pietra preziosa turquoise, da cui viene il pigmento usato poi nella creazione della pittura di questo colore.

Si compone di blu e verde, ed esprime creatività, libertà, e il mare calmo, fonte di vita. E’ il colore dell’acqua, che è fondamentale ingrediente, con i caolini e quarzi e con il fuoco da 1500 gradi, per la creazione della porcellana. Ma l’acqua è vita, ed è il mondo liquido del web, dove le informazioni sono libere di fluire, come nel “blog”.

sede

L’impresa nasce dalla tradizione manifatturiera della ceramica e dalla storica lavorazione della pietra nella zona pedimontana di Rapino e Pretoro, in un insediamento artigianale di tradizione ottocentesca dove lavora il centro di produzione e di prototipazione Altaii Italia. Lo stabilimento è sulla montagna Majella, che prende il suo nome della bellissima dea Maja, figlia di Atlante. Maja arrivò in Abruzzo per salvare il figlio Ermes, avuto da Giove, curando le sue ferite di guerra con piante medicinali locali, che crescevano sulla vetta del Gran Sasso. Già nell’antichità la biodiversità di questa terra era nota, quella stessa biodiversità da cui trae ispirazione la ricerca Altaii. Purtroppo, quando vi giunsero, la vetta era ancora coperta di neve: il giovane guerriero fu sepolto sul Gran Sasso, mentre Maja scelse di riposare sull’altra catena montuosa, poi ridenominata Majella, cioè ‘madre’, come ancor oggi viene chiamata dagli abruzzesi. Dalla capacità artigianale che risale alla notte dei tempi, trasformando le materie prime della zona, verso la ricerca più avverinistica: sotto i 3000 metri del Gran Sasso, nell’Istituto di Fisica Nucleare, studiamo le soluzioni che gli artigiani della Majella realizzano con forni a camera a temperatura di 1400 gradi.

Già nel Neolitico sulle montagne abruzzesi si lavora la ceramica per la cottura e conservazione dei cibi e per l’approvvigionamento delle sementi. Le pitture rupestri sono, per questo, rievocate nel logo Altaii. La cultura dei recipienti a base argillosa è ripresa dalla tradizione dei ceramisti ottocenteschi, dai cui laboratori parte l’impresa di porcellane della famiglia Falcone. Una tradizione che diviene base per la ricerca: la scelta di utilizzare porcellana, nella formula specifica elaborata in cinquanta anni di attività da Sebastiano Falcone, è legata a specifiche caratteristiche di isolante, durezza e totale non porosità.  Inventata in Cina, si suppone durante la dinastia Tang, che durò dal 618 al 907 A.C., tramite le vie della Seta i primi manufatti arrivarono nel Regno delle Due Sicilie e poi in tutta Europa. Per secoli i grandi regni cercarono di imitare il processo produttivo; nel 1709, a Dresda, un alchimista ne scoprì finalmente la formula. L’anno successivo nacque la prima industria europea, nella località di Meissen, seguita poi dalle altre casate: Capodimonte, Royal Copenaghen, i marchesi Ginori, la Manifattura reale di Sèvres, di Luigi XV di Francia, sino alle prime imprese totalmente private nel Regno Unito, all’inizio del 1800
Il materiale, definito in epoca rinascimentale oro bianco, continua a essere la scelta ideale per i servizi da tavola, ma la sua funzione di supporto per la vita quotidiana si estende ora alla creazione di frigoriferi, forni e sistemi di trasformazione agroalimentare sostenibili, atossici e a totale preservazione delle qualità organolettiche.

Storia

Già nel Neolitico sulle montagne abruzzesi si lavora la ceramica per la cottura e conservazione dei cibi e per l’approvvigionamento delle sementi. Le pitture rupestri sono, per questo, rievocate nel logo Altaii. La cultura dei recipienti a base argillosa è ripresa dalla tradizione dei ceramisti ottocenteschi, dai cui laboratori parte l’impresa di porcellane della famiglia Falcone. Una tradizione che diviene base per la ricerca: la scelta di utilizzare porcellana, nella formula specifica elaborata in cinquanta anni di attività da Sebastiano Falcone, è legata a specifiche caratteristiche di isolante, durezza e totale non porosità. 

Dalla storia millenaria delle ceramiche e delle protoporcellane si arriva in Cina dove, si suppone durante la dinastia Tang, dal 618 al 907 D.C., viene creata la procellana vera; tramite le vie della Seta i primi manufatti arrivarono nel Regno delle Due Sicilie e poi in tutta Europa. Per secoli i grandi regni cercarono di imitare il processo produttivo, sino al 1709 quando a Dresda un alchimista ne scoprì la formula. L’anno successivo nacque la prima industria europea, nella località di Meissen, seguita poi dalle grandi casate: Capodimonte, i marchesi Ginori, Royal Copenaghen, la Manifattura reale di Sèvres di Luigi XV di Francia, sino alle prime imprese private a inizi 1800 nel Regno Unito.

Il materiale, definito in epoca rinascimentale l’oro bianco, è ancora oggi la scelta ideale per la tavola, ma la sua funzione di supporto per la vita quotidiana si estende ora alla creazione di frigoriferi, forni e sistemi di trasformazione agroalimentare sostenibili, atossici, con la totale preservazione delle qualità organolettiche.

La porcellana lavorata nelle botteghe artigiane della famiglia Falcone diventa così parete isolante per mantenere il vuoto, conservando le proprietà nutrizionali, e regolando le temperature con tecnologie verdi e l’Internet of Things. Un design generativo che parte dalle intelligenze artificiali, infine, trasforma gli articoli in frigoriferi, sistemi di cottura, piatti, posate e interior design unici: l’alchimista del III millennio.
Altaii nasce come innovazione della manifattura Falcone: il falcone altai diviene altai innovation.

Team

Massimiliano G. Falcone 

20 anni di esperienza  in comunicazione strategica e marketing internazionale, con PhD e docenza accademica in neuromarketing presso l’Università IULM di MIlano.
Massimiliano, ispirato dalla sua esperienza nell’ambito della sostenibilità per il mondo Nazioni Unite e dalla ricerca sul neurodesign, ha registrato i brevetti per frigoriferi senza corrente, una soluzione per la conservazione delle risorse alimentari in aree disagiate.
I brevetti vengono applicati per la creazione di oggetti in porcellana in grado di refrigerare, conservare e cuocere senza necessità di fonti energetiche, unendo nobili materiali antichi con le soluzioni dell’Internet of Things: smart nutrition per l’uomo del III millennio.

https://it.linkedin.com/in/mgfalcone/it

 

 

Sebastiano Falcone

Oltre 50 anni di esperienza e di ricerca nella produzione di porcellane e ceramiche speciali.  Sebastiano, dopo l’esperienza a Meissen, luogo d’origine della porcellana europea, e 30 anni in Richard&Ginori, ha rilevato un laboratorio artigianale del distretto settecentesco della ceramica di Rapino, nel Parco Nazionale della Majella.

Sebastiano ha registrato una formula per una porcellana speciale, con peculiari proprietà di coibentazione e di isolamento chimico, applicando il materiale a forme che consentono la creazione di intercapedini a vuoto assoluto.

http://www.ilcentro.it/l-aquila/il-manager-cambia-vita-e-sceglie-il-gran-sasso-1.205343?utm_medium=migrazione 

 

 

Francesco G. Falcone 

Oltre 10 anni di esperienza in finanza straordinaria, Francesco è esperto di strategia aziendale e relazioni con investitori e con il sistema bancario. Insegna, inoltre, finanza presso l’Università Luigi Bocconi di Milano.

Esperto di quotazioni in borsa, Francesco lsviluppa la strategia finanziaria di Altaii Italia, per supportare la ricerca di base e la sperimentazione, necessarie per un’innovazione continua di processo e prodotto.

https://www.linkedin.com/in/francesco-falcone-4b93922/

Paolo Tripodi 

Born in 1963, Paolo holds a Degree in Nuclear Energy and a Degree in Computing Science Master Degree in Physics, Paolo is the scientifical aim of Altaii Italia. He works in scientific and technological research since 1986: INFN (National Institute of Nuclear Physics), INFM (National Institute of Condensed Matter), ENEA (Government Agency), APAT (Environmental Protection Agency), University of Roma II, and international experiment for MITI (Japanese Ministry of Industry), SRI (Stanford Research Institute), IMRA MATERIAL (Toyota SPV), TANAKA K.K. Throughout his career he has developed seven patent applications related to the physical-chemical property of matter and technologies for environment, and has published more than 100 scientific papers. In 2016 he joined Altaii Italia contributing to the success of the first two patents for smart nutrition. He is founder and VP of A.I.C.O. a no-profit NGO developing projects to help disadvantaged people, especially children and founder of Is TECH, Altaii’s partners for smart living solutions.

Donato Orlandi

Born in 1976, Donato holds a Master Degree in Aerospace Engineering

AD/CAE/CAM Engineer Gran Sasso National Laboratory INFN, Mechanical Engineering

Donato designs detectors for the INFN experiments in astro-particles physics and coordinates the Addicitive manufacturing Laboratory at the INFN; expert of Finite Elements Method Simulations in Mechanics (statics and dynamics) and Fluid Dynamics and of of multi-axis robotized systems, he coordinates Altaii’s research and development of new shapes and technologies for smart living and prototyping

 

 

La bottega - Gli artigiani

Dodici artigiani lavorano gli impasti di caolini e feldspati per la cottura della porcellana, modellano forme, dipingono a mano le grafiche e manovrano due altiforni per la cottura a 1500 gradi presso gli stabilimenti di Stile Mediterraneo, insediati nel 1993  nel distretto della ceramica di Rapino (attivo dal 1800).

Il sistema di produzione ha un miscelatore per la preparazione degli impasti, silos per immagazzinare la materia prima, sistemi di test termodinamici e di analisi chimica, nastri trasportatori e due forni a 1200 gradi per la lavorazione grafica, oltre a torni e pennelli per le decorazioni manuali. L’attività tradizionale della “bottega” consiste nella produzione tableware e   oggettistica in   porcellana feldspatica dura, design e decorazione di tableware in porcellana,   ceramica, vetro.

Da 30 anni la bottega svolge anche attività di ricerca e sviluppo di forme e nuovi materiali ceramici, offrendo la possibilità così di realizzare in porcellana i prototipi, studiati e stampati in 3D presso il laboratorio del Gran Sasso. Gli articoli terminati sono controllati singolarmente, per poi tornare presso l’Istituto di Fisica Nucleare, dove viene processata la parte tecnologica in camere del vuoto, con robot scultori e sistemi laser di fissaggio.